Pagine

mercoledì 16 aprile 2014

La cura della Pelle del Bambino

La pelle del bambino: come prendersene cura naturalmente
Contatto, protezione, respirazione, termoregolazione, depurazione: la pelle è lo specchio di numerosi processi fondamentali che riguardano lo sviluppo fisiologico del nostro bambino e la sua cura rappresenta una pietra miliare per il suo benessere.
La pelle del bambino, dalla gestazione all’età adulta, subisce numerose trasformazioni e adattamenti. All’interno dell’utero, in un ambiente di protezione caldo liquida, la superficie corporea è interamente coperta da una sostanza, la vernice caseosa, ricca di grassi e proteine, che protegge il feto e permane dopo il parto per circa 6-7 giorni, aiutando il neonato ad ammortizzare l’impatto con il mondo esterno chiaramente non sterile, freddo, dove molti elementi possono costituire un pericolo potenziale. Il mantello idrolipidico, il pH acido, le attività secretive in genere che costituiscono la naturale protezione della pelle dell’adulto, nel bambino si vanno a definire in concomitanza con il processo di crescita, per questo la pelle del bambino richiederà cure e attenzioni particolari.
Cura della pelle
Per prenderci cura della pelle del bambino sia in chiave preventiva che curativa è opportuno approfondire la conoscenza di tre piante officinali di comprovata efficacia: l’iperico, l’elicriso e la camomilla. Appartengono alla flora del nostro territorio e permettono di trattare in maniera completamente naturale problematiche comuni quali irritazioni da pannolino, crosta lattea ed eczemi di varia natura.
L’iperico (Hypericum perforatum) è una pianta dalle notevoli proprietà eudermiche, antinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti, estremamente utile in tutti gli stati di alterazione ed arrossamento della pelle. Anche detta “Erba di San Giovanni”, se ne raccolgono i fiori verso la fine di giugno (per la festa di San Giovanni appunto) che vengono messi in macerazione in olio extravergine d’Oliva e sale marino per almeno 3 mesi. L’iniziale esposizione per una settimana alla luce del sole farà sì che il preparato assuma naturalmente il colore vermiglio che gli è proprio.
L’elicriso (Helicrysum italicum) è una delle piante utilizzate con maggiore successo nelle principali alterazioni dell’equilibrio cutaneo che comportano arrossamento, prurito, desquamazione e non mancherà dunque nei preparati contro la dermatite da pannolino, la crosta lattea e l’eczema atopico. In particolare la sua estrazione per macerazione in olio extravergine di oliva permetterà di beneficiare delle proprietà riequilibranti e normalizzanti cutanee di questa pianta.
La camomilla (Matricaria recutita) è largamente impiegata nel trattamento della cute infiammata per la sua azione antipruriginosa, antinfiammatoria e calmante del dolore.
L’olio d’Oliva, utilizzato come mezzo d’estrazione delle piante officinali sopra citate, è di per sé un importante rimedio per il benessere della pelle, in virtù delle sue proprietà nutrienti, antiossidanti e protettive.
Con queste tre preziosissime piante del nostro territorio è possibile realizzare un Oleolito composto, da applicare sulla cute del bambino una volta al giorno in chiave preventiva e più volte al giorno in caso di arrossamenti o di alterazione dell’equilibrio della pelle in generale.
Chi volesse beneficiare di un prodotto formulato e realizzato secondo i criteri di sicurezza ed efficacia dell’erboristeria tradizionale potrà giovarsi dell’utilizzo dell’Olio Baby Qualiterbe (http://www.qualiterbe.it/product/1245), a base di oleoliti di Iperico, Elicriso e Camomilla estratti in olio extravergine d’Oliva bio spremuto a freddo. L’attività emolliente, protettrice e riparatrice delle tre piante analizzate sopra è ideale per il trattamento degli arrossamenti da pannolino e delle alterazioni da crosta lattea. Si applica sulle zone più soggette ad arrossamento e può essere usato sul cuoio capelluto e in caso di eczemi di varia natura.
Igiene
I prodotti per la detergenza e cura della pelle del bambino dovrebbero ridursi all’essenziale, con pochi ingredienti di qualità presenti in quantità significative. E’ bene fare attenzione a non utilizzare tensioattivi aggressivi, prodotti che fanno troppa schiuma o che tendono ad alterare il pH acido della pelle del bambino, generalmente compreso tra valori fra 4.2 e 5.6.
In assenza di problematiche specifiche un rimedio semplice, efficace ed economico è rappresentato dall’amido di riso, dalle riconosciute proprietà rinfrescanti e lenitive, che potrà essere sciolto comodamente nell’acqua del bagnetto.
Valentina Ganz
Naturopata per Qualiterbe srl

Cell. 331 24 17 609

Bibliografia:
C. Giunti, “Cure naturali per la pelle dei piccoli”, pubblicato in “L’Erborista”, novembre 2011
C. Giunti, “Decotti e tisane”, Tecniche Nuove, 2007
ACTA Phytotherapeutica – Organo ufficiale della società di Fitoterapia, SIFIT (1) 1995
E. Campanini, Fitopediatria, Tecniche Nuove, Milano 2002

E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, 2004

sabato 3 agosto 2013

Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno 2013

Ha preso il via giovedì 1° agosto 2013 - la Settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno, pratica sulla quale l’UNICEF sta focalizzando l’attenzione perché è la più economica ed efficace per salvare la vita dei bambini.


Nel mondo, meno della metà dei bambini di età inferiore ai 6 mesi beneficia di questa pratica: nel 2012 solo il 39% dei bambini di età inferiore ai 6 mesi è stato allattato esclusivamente al seno. 

Questo dato è migliorato di poco negli ultimi 20 anni, in parte a causa degli scarsi tassi di madri che allattano esclusivamente al seno in alcuni Stati molto popolosi, in parte per la mancanza generale di un ambiente che favorisca tale pratica.

Nei Paesi poveri, i bambini che sono stati allattati esclusivamente al seno hanno 14 volte più probabilità di sopravvivere durante i primi 6 mesi di vita rispetto agli altri bambini. L’allattamento al seno fin dal primo giorno di vita riduce il rischio di mortalità neonatale fino al 45%.

Allattamento al seno, dati principali 


  • In Cina, Stato che ha recentemente attratto l’attenzione dei media per la grande richiesta di latte in polvere che ha causato carenze in altri paesi, il tasso di madri che praticano l’allattamento esclusivo al seno è solo del 28%.
  • In Cambogia il tasso di madri che allattano al seno è cresciuto notevolmente dall’11,7% per i bambini con meno di 6 mesi nel 2000, al 74% nel 2010. Anche in Togo e Zambia il tasso è incrementato, rispettivamente, dal 10 al 20% negli anni 90, ad oltre il 60% a partire dal 2000. 
  • All’altra estremità della scala c’è la Tunisia, dove il tasso di donne che praticano l’allattamento al seno è diminuito dal 46,2% nel 2000, al solo 6,2%, dalla fine del decennio scorso. 
  • Anche in Indonesia il tasso è in declino, mentre in Nigeria non si fanno passi in avanti da molti anni. Tra i paesi con i tassi di allattamento più bassi al mondo vi sono Somalia, Ciad e Sudafrica. 

Benefici enormi per mamma e bambino, e a costo zero

«Non esistono altre singole azioni che abbiano un impatto così alto per la salute dei bambini e delle madri e costi così bassi per i governi come l’allattamento al seno» ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vicedirettore dell’UNICEF. «L’allattamento al seno è una 'prima vaccinazione’ ed è il modo più efficace e meno costoso per salvare la vita dei bambini, soprattutto i più poveri e quelli che si trovano in zone in cui il latte in polvere ha costi elevati e rischia di essere contaminato da acqua di scarsa qualità.»

L’allattamento al seno è importante anche per le abilità dei bambini nell’apprendimento e aiuta a prevenire l’obesità e altre malattie croniche durante la loro vita.

Oltre ai benefici per i loro piccoli, le madri che adottano questa pratica hanno minori probabilità di rimanere incinte nei sei mesi successivi al parto, hanno un recupero fisico più veloce e ritornano in minor tempo al peso pre-gravidanza. I dati mostrano anche un minor numero di casi di depressione post parto e minori rischi di cancro alle ovaie e al seno durante l’arco di vita delle madri.

L'allattamento in Italia

«In Italia sono stati circa 22.500 i bambini partoriti nei 22 Ospedali Amici dei Bambini nel corso del 2012. Mentre più di 15.400 sono nati nelle 2 Comunità Amiche dei Bambini, dove è possibile usufruire dei consultori familiari e degli altri servizi sanitari territoriali Amici dei Bambini di zona» ha ricordato il Presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

L'UNICEF promuove in tutta Italia il programma "Ospedali & Comunità Amici dei Bambini" per l'allattamento al seno: oltre alle 24 strutture riconosciute, ne esistono 15 che hanno superato la Fase 1 di valutazione documentale e una che ha superato la Fase 2 di valutazione degli operatori, insieme ad altri 26 ospedali e comunità impegnati con un tutor nel percorso.

Sono attivi 5 Protocolli sulla promozione, protezione e sostegno dell'allattamento stipulati dall'UNICEF Italia con altrettante Regioni (Abruzzo, Toscana, Veneto, Valle d'Aosta e Sicilia) e uno con la ASL di Milano.

In Italia la Settimana dell'Allattamento al Seno viene celebrata dal 1° al 7 ottobre 2013.


fonte UNICEF
www.unicef.it

martedì 21 maggio 2013

I 10 PASSI DELLA SALUTE


 della dr.ssa Laura Russo
  1. Mangiare 5 volte al giorno pasti non troppo pesanti ed equilibrati nei nutrienti. Non trascurare la colazione che deve essere abbondante.
  2. Mangiare ad ogni pasto una certa quantità di fibre in particolare una frutta almeno tre volte al giorno ed un bel piatto di verdure miste a pranzo e cena. Preferire l'utilizzo di pane, pasta e farine integrali.
  3. Evitare l'uso di grassi”trans”(grassi idrogenati,margarine, oli vegetali non meglio specificati),non eccedere con i grassi saturi naturali (burro e strutto) evitare invece i saturi tropicali (olio di palma,olio di cocco).Aumentare di molto il consumo di grassi Omega 3 attraverso sia il pesce (min.2 volte a settimana, pesce azzurro, salmone, tonno ma anche luccio, persico, carpa,coregone, anguilla,ecc.) che legumi, noci e olio di lino, e di Omega 6 consumando oli vegetali spremuti a freddo (oliva, girasole,mais, borragine) e semi oleosi (noci, mandorle, nocciole).
  4. Preferire le carni bianche e di maiale magro e limitare il consumo di carne vaccina ad una volta a settimana (contiene 1,8 % di grassi trans !).
  5. Limitare al massimo l'uso di sale (insaporire con l'uso le spezie) ed insaccati (per il loro contenuto di sale,pepe e conservanti vari ).
  6. Mangiare preferibilmente alimenti freschi o eventualmente surgelati semplici evitando l'uso di cibi precotti,conservati e/o in scatola (additivi, conservanti,grassi trans,dado, ecc.). Cucinare al naturale, limitando l'uso di grassi fritti (soffriggere con aggiunta di acqua o vino) e della brace.
  7. Limitare l'introduzione di grassi e zuccheri, sopratutto se subito dopo non si fa del movimento.
  8. Non eccedere oltre le calorie necessarie a ciascuno per eta' e peso. Bere acqua ma non bevande dolci né più di un bicchiere di vino a pasto.
  9. Fare tutti i giorni del movimento (almeno 20 minuti, di intensità tale da determinare una accelerazione del battito cardiaco).
  10. Stare all'aria aperta il più possibile (o integrare con vitamina D) .


L'importanza dell'allattamento al seno


L'Organizzazione Mondiale della Sanità, i Pediatri e le Ostetriche sostengono che l'allattamento esclusivo al seno è la forma ideale di alimentazione per il neonato nei primi sei mesi di vita.


   Il  latte materno è completo e non richiede integrazioni, è sempre pronto per l'uso, è alla giusta temperatura, è igienicamente adeguato ed economico! L'allattamento al seno è il modo naturale per una mamma di alimentare il suo bambino ed è importante per la salute di entrambi:
 Per il bambino
  • L'allattamento materno rafforza il legame madre-neonato, dal momento che le poppate frequenti offrono molte occasioni di contatto "pelle a pelle" e permettono di migliorare la conoscenza reciproca. Attaccato al seno il bambino ascolta la voce della madre, ne sente l'odore e il calore della pelle, si rilassa e la sua attività respiratoria diventa più regolare.
  • Importanza per un'azione antiinfettiva svolta a livello delle mucose: nel latte si ritrovano soprattutto immunoglobuline A (IgA), quegli anticorpi cioè che svolgono una vera e propria funzione di "barriera" nei confronti dell'entrata dei germi (o altre sostanze) attraverso le mucose .
  • Il potere difensivo del latte materno deriva poi anche da altri fattori: nell'intestino del bambino nutrito direttamente al seno della madre si sviluppa il Bacillus bifidus la cui presenza è indispensabile per tenere sotto controllo la proliferazione degli altri batteri intestinali.
  • Inoltre nel latte materno è presente una sostanza antibatterica, il lisozima.
  • Questi due ultimi fattori contribuiscono a rendere i bambini allattati al seno meno soggetti alle infezioni intestinali di quanto non lo siano quelli allattati artificialmente.
  • Lo protegge dalle infezioni delle vie urinarie, da otiti, stitichezza, sovrappeso, obesità e diabete di tipo 2 , meningiti e sepsi, delle allergie (eczemi, asma) e da alcune malattie da alterata risposta immune (diabete giovanile, malattia celiaca, morbo di Chron, rettocolite ulcerosa).

Per la mamma
  • Le donne che allattano al seno sono maggiormente protette dal tumore al seno e alle ovaie e dall'indebolimento delle ossa in età avanzata (osteoporosi). 
  • Inoltre l'allattamento può favorire la perdita dei chili di troppo accumulati in gravidanza , dal momento che la produzione di latte richiede un maggior consumo energetico dovuto alla produzione del latte.

Portare con la fascia: i benefici per genitori e bebè

La deputata Licia Ronzulli con la sua bimba nella fascia alle votazioni al Parlamento Europeo



I vantaggi per il bebè
L’uso della fascia permette di ricreare un ambiente simile al grembo materno, in cui il bebè si sente contenuto e rassicurato. Una condizione ancora più importante per i piccoli nati prima del termine o con un cesareo, che “separa” in modo brusco mamma e neonato senza dar loro la possibilità di prepararsi al distacco e viverlo con consapevolezza. Offrire al piccolo, subito dopo la nascita, un ambiente quanto più simile a quello uterino, soddisfare il bisogno di vicinanza sono fattori essenziali per una crescita sana sia dal punto di vista psicologico ed emotivo, sia dal punto di vista fisiologico.
  • Il bebè “portato” gode di una costante rassicurazione: sul corpo di mamma e papà trova le condizioni ottimali per il suo benessere emotivo: vicinanza, calore, affetto e nutrimento. Il supporto (fascia, stoffa, marsupio) gli permette di continuare a essere cullato grazie al movimento di chi lo porta.
  • Il piccolo si integra più facilmente nella routine familiare: vive infatti “all’altezza” del genitore, ha la possibilità di osservare il mondo e di ricevere stimoli, condividendo l’esperienza dell’adulto.
  • Anche il senso dell’equilibrio è sollecitato di continuo perché il bimbo deve bilanciarsi e seguire i movimenti di chi lo porta. Tende infatti a spingere le gambine e a tirare su il collo, cercando di “aggiustarsi” sul corpo dell’adulto, per poi accovacciarsi comodamente.
  • Quando il piccolo non è sdraiato, ma seduto con le gambine divaricate, la fascia favorisce la corretta posizione delle anche e lo sviluppo dell’acetabolo, l’incavo del bacino che accoglie la testa del femore.
  • Uno studio ipotizza, inoltre, che il pianto definito ‘normale’ dei neonati delle società industrializzate, ovvero quel pianto serale che aumenta nelle prime settimane di vita e diminuisce intorno ai quattro mesi, si ridurrebbe se i bambini venissero portati e tenuti accanto di più, cioè non solo nel momento dei pasti e quando piangono.
  • Man mano che il bimbo cresce, infine, questa consuetudine rappresenta una possibilità in più per stare insieme in modo speciale e di rilassamento.
I vantaggi per la mamma
Quel contatto che è tanto piacevole e importante per il bebè, regala molte sensazioni positive anche alla mamma. Non solo:
  • La vicinanza continua favorisce quella comprensione profonda che permette alla mamma di intuire i bisogni del figlio, interpretandone i segnali corporei e le espressioni del volto. Il risultato è che i bimbi che possono stare a contatto di pelle piangono meno e questo fa crescere l’autostima materna, la fa sentire “capace” e quindi più serena e sicura di sé.
  • E non mancano anche i vantaggi di tipo pratico: il genitore che porta il proprio bimbo addosso è più libero  perché gode di una totale libertà di movimento.
  • La fascia è inoltre un valido supporto per allattare al seno con comodità e discrezione quando ci si trova fuori casa o per nutrire bimbi che soffrono di frequenti rigurgiti e per i quali è preferibile la posizione verticale.
Papà consapevoli e protagonisti
I papà di oggi hanno una grande responsabilità. Nella società odierna, in cui la famiglia è mononucleare e alle neomamme è venuto a mancare il sostegno un tempo assicurato da mamme, nonne e zie, il supporto del partner è divenuto indispensabile.
  • L’uso della fascia permette al padre di sperimentare le proprie capacità, di constatare che, pure accanto a lui,  il bimbo è sereno, si addormenta e rimane tranquillo.
  •  Il “portare” diventa un modo per creare precocemente il legame padre-figlio, contrariamente a quanto solitamente accade, dato che spesso i papà interagiscono di più con i loro bimbi solo in un secondo tempo, quando cominciano a camminare o a parlare.
I capricci non c’entrano
Oggi l’immagine del genitore che porta addosso il proprio piccino può suscitare stupore e commenti un po’ dubbiosi. È probabile che alla mamma venga chiesto se non teme di viziare il bimbo tenendolo sempre in braccio e che le venga consigliato di abituare il piccolo a restare nella sua culla. Ma sono sempre più numerosi gli esperti dell’infanzia che rassicurano i genitori: viziare un neonato non è possibile, i bisogni che lui esprime sono necessità primarie e la vicinanza e il contatto fanno parte di queste esigenze. I genitori che soddisfando il bisogno di contatto nel momento giusto, aiutano il proprio piccino a interiorizzare più facilmente la loro presenza e questo lo rende più sicuro di sé, aperto alle relazioni con gli altri e, quindi, pronto a mettersi alla prova nel mondo.

Un corso per imparare a usare la fascia
In Occidente l’uso della fascia si è perso nel tempo e per riprendere confidenza può essere utile l’aiuto di persone esperte. Soprattutto nel caso in cui si utilizzi il modello di fascia lunga o si desideri portare il piccolo sulla schiena, sarebbe preferibile frequentare un corso per verificare tecniche e posizioni. È importante, infatti, che la postura della mamma e del bebè siano corretti e che il piccolo sia portato in modo sicuro.

Per saperne di più
Per chi desidera saperne di più sull’arte del portare i bimbi e/o è interessato a partecipare a un corso, ecco gli indirizzi di alcune associazioni che organizzano incontri ad hoc.

martedì 26 febbraio 2013

Allattamento e Lavoro


Se la mamma deve tornare al lavoro quando il bimbo è molto piccolo è necessario preparare una scorta di latte. Meglio iniziare con un po’ di anticipo per prendere confidenza con il tiralatte, cosi da far pratica e riempire più contenitori possibili. Prepariamo contenitori con etichette per scrivere la data di estrazione, capienti da 60 a 120 ml così da evitare gli sprechi, perché una volta scaldato,se il bimbo non lo beve tutto, il resto bisogna gettarlo. 

Il latte materno può essere conservato a temperatura ambiente (circa 25°C) per 6-8 ore, in frigorifero per 72 ore ed in congelatore per 3-4 mesi.

E’ normale che il latte conservato in frigo o nel congelatore si presenti separato in due parti, siero e crema o con particelle di grasso.Il latte va scongelato a temperatura ambiente, in caso di bisogno a bagnomaria oppure con uno scaldabiberon, si sconsiglia di mettere il latte direttamente sul fuoco o nel microonde, poiché con il calore eccessivo alcuni importanti componenti potrebbero andare distrutti.

Una volta scongelato il latte deve essere consumato entro 24 ore e non può essere rincongelato.

Il bambino è in grado di bere il latte con un cucchiaino o con un bicchierino che va messo all’interno del labbro inferiore e inclinato lentamente.
Il biberon sarebbe meglio evitarlo per non interferire con le altre poppate.

Se non si volesse usare il tiralatte di seguito illustriamo la SPREMITURA MANUALE DEL LATTE:
  • Prima di iniziare, toccare lievemente i capezzoli per 2-3 minuti per “avviare” l’ossitocina, che la sostanza che fa fuoriuscire il latte.
  • Mettere il pollice nella parte superiore del capezzolo prendendo anche l’areola e l’indice nella parte sotto prendendo sempre areola e capezzolo (tipo a pizzico ) e con le altre dita sostenere la mammella.
  • Premere pollice ed indice leggermente verso il torace.
  • Comprimere la mammella dietro il capezzolo e l’areola fra pollice ed indice.
  • Comprimere e rilasciare, comprimere e rilasciare in continuazione. Spostare poi le dita e spremere il latte anche dagli altri segmenti della mammella.



Ricordati che la normativa prevede per le lavoratrici dipendenti dei permessi per l’allattamento, per tutto il primo anno di vita, la mamma ha diritto a due periodi di riposo di un’ora ciascuno cumulabili durante la giornata se lavora a tempo pieno e di un’ora se l’orario è inferiore a 6 ore. In caso di parto plurimo i riposi sono raddoppiati.Ti consigliamo di informarti.
Se la mamma gestisce un’attività in proprio o si dedica a una professione che lo consente,potrebbe chiedere alla persona che si occupa del bimbo di accompagnarlo da lei una o più volte al giorno per allattarlo.

per info sulla normativa: http://www.inps.it/allattamento
.

giovedì 21 febbraio 2013

Allattamento al Seno


Tutte le mamme hanno il latte!!!! ( titolo del libro di Paola Negri che consigliamo di leggere)
Non è un eufemismo ma è la verità, l’OMS stima che il 2% delle donne possono non vere latte (agalattia) , aggiungendo casi particolari si può arrivare al 10-12%, il che significa che negli altri casi le mamme rinunciano ad allattare perché non hanno un valido sostegno nel primo periodo dopo il parto né dalla società e né dalla famiglia.
Nei primi tre quattro giorni dopo il parto la neo mamma non ha ancora il latte, ma il colostro,liquido di colore giallo trasparente ,ricco di anticorpi che servono al neonato per affrontare il mondo esterno, questo è già pronto dal quinto mese di gravidanza.
Dopo quattro cinque giorni ( a volte prima, a volte dopo) scende il latte vero e proprio, la cosiddetta Montata Lattea, i seni si presentano tesi,turgidi e più caldi rispetto al resto del corpo.

Per avviare serenamente l’ allattamento gli elementi principali sono:
  1. La suzione del bimbo, poiché stimola l’ormone prolattina, il quale è responsabile della produzione del latte.
  2. La tranquillità della mamma.
  3. Una posizione corretta per allattare:
    a- la pancia del bambino deve essere rivolta verso quella della mamma, l’orecchio la spalla e l’anca del neonato devono essere sulla stessa linea retta
    b- durante la poppata la bocca del bambino deve essere ben aperta e comprendere buona parte dell’areola, mai solo il capezzolo!!
    c- la durata della poppata dipende dal bambino “ognuno ha il suo stile !!”
  1. Assumere molti liquidi (acqua, latte, succhi di frutta e soprattutto brodi vegetali che contengono molti minerali), il latte materno è composto per più dell’80% da liquidi e pretendere che si formi senza materia prima sarebbe troppo.
  2. L’alimentazione se possibile dovrebbe essere variata e abbondante (circa 600 Kcal al giorno in più) non preoccupatevi si tornerà al peso precedente la gravidanza nell’arco di un anno, non bisogna avere fretta, in questo momento il primo compito è allattare, una vita è molto lunga, mentre questi momenti passano in fretta e non tornano più, vale la pena goderseli fino in fondo!!!!

Dopo la montata lattea, il bambino comincerà gradualmente a fare poppate più sostanziose e più distanziate, lo stomachino diventerà più grande ed il seno adeguerà la sua produzione alla richiesta del bambino.

Bisogna sapere che in alcuni giorni il latte può diminuire per vari motivi (stanchezza,mestruazioni, movimenti ormonali, preoccupazioni, ecc.) perché non siamo un contenitore meccanico di latte, ma bensì essere umani sottoposti agli stimoli più vari. Il latte però torna! Basta riposarsi, tranquillizzarsi, bere, mangiare e attaccare più spesso il bambino in modo che prenda ugualmente il quantitativo di latte che gli è necessario.

Ci sono poi i famosi “scatti di crescita” che si possono manifestare tra il primo e secondo mese,tra il terzo e quarto, tra il quinto e sesto, cioè il bimbo chiede più latte rispetto a quello chiesto fino a quel momento, di conseguenza il seno, non essendo un distributore, non è pronto ad offrirgli la quantità che chiede…..niente paura, la prolattina ha bisogno di 72 ore per adeguarsi alla richiesta del bimbo, nel frattempo attacchiamolo più spesso poiché in questi giorni potrà essere più nervoso e sicuramente avrà più fame, ci vuole tanta pazienza ma in 4-5 giorni tutto tornerà come prima.

Il latte materno è l’unico alimento di cui un neonato ha bisogno nei primi sei mesi di vita, generalmente in questo periodo il neonato non necessita di altri cibi o bevande. Dal sesto mese di vita in poi il bambino ha bisogno di alimenti complementari, tuttavia l’allattamento al seno dovrebbe continuare almeno fino ai due anni ed oltre se bambino e mamma lo desiderano. Ricordiamo che l’allattamento è un progetto, ha un inizio ed una fine, ovviamente ogni coppia madre bimbo sceglierà la propria.

Il latte ha sempre sostanza, non è vero che ad un certo punto “magicamente” diventa acqua, ovviamente nei primi sei mesi ha una composizione adatta al nutrimento completo, poi varia con il variare dei mesi del bimbo, varia nei diversi momenti della giornata e addirittura anche durante una singola poppata, cioè all’inizio il bambino assume il latte iniziale, più acquoso e zuccherino, che non significa povero poiché contiene anticorpi, la lattoferrina,gli zuccheri ed altre sostanze importanti, poi arriva la parte più grassa, inferiore di volume ma concentrata di calorie e contenente altri componenti come ormoni e sostanze liposolubili, quindi è sempre meglio aspettare che il bimbo si stacchi da solo dal primo seno, altrimenti rischiamo che prenda solo la prima parte del latte che lo disseta ma non lo sazia completamente e poco dopo, ovviamente, avrà di nuovo fame.

Se il bambino cresce bene, l’unico segnale che ci può far pensare che il latte materno sia giusto giusto è il fatto che il lattante faccia la cacca ogni 3-4 giorni o meno frequentemente.

Il latte materno è un alimento interamente utilizzabile dal nostro intestino e viene assorbito completamente, quasi senza produrre scorie, a tal proposito si sottolinea l’inutilità si clisteri vari che sottrarrebbero nutrimento al bambino.Anche qui niente paura….basta solo bere di più attaccarlo più spesso ed il latte torna come prima.

L’allattamento al seno protegge i neonati e bambini da malattie pericolose e protegge la mamma riducendo il rischio osteoporosi, tumori al seno ed ovaie.

La gravidanza dura 18 mesi, questo alle mamme non lo dice mai nessuno mentre invece è una cosa che dovrebbero sapere, non avere fretta di svezzare,di tornare a lavoro, di ritornare in forma come prima, c’è un tempo per ogni cosa, nessuno dice alla madre di godersi fino in fondo quei mesi perché passeranno in fretta e in men che non di dica si troverà ad avere a che fare con un adolescente tanto meno “disagiato” quanto più a lungo lei lo avrà allattato e gli avrà dedicato il suo tempo.